Il fotovoltaico conviene? Facciamo il punto sui meccanismi di supporto e gli iter autorizzativi.

November 10, 2017

Di tutta l’elettricità che consumiamo in Italia, il 7% proviene da impianti fotovoltaici. Se pensiamo che nel 2010 questa percentuale si attestava solo intorno all’1%, è facile comprendere lo straordinario successo riscosso in questi anni dal fotovoltaico. Frutto dell’incentivazione in Conto energia, grazie a cui ogni kWh fotovoltaico viene ricompensato con una tariffa che dipende da vari parametri, come la taglia dell’impianto (i più piccoli godono di un incentivo maggiore), il livello di integrazione nell’edificio o la rimozione delle superfici in amianto. La legislazione del Conto energia è stata modificata più volte tra il 2005 e il 2012 e l’accesso alle tariffe si è concluso nel 2013 perché si era raggiunto il tetto massimo di incentivazione fissato dal governo. Il sistema di incentivazione, seppur contrastato dalle lobby avverse, ha avuto notevoli risvolti positivi: ha permesso al nostro Paese di dotarsi della quinta potenza fotovoltaica al mondo (più di 18 GW) dopo Cina, Giappone, Germania e Stati Uniti e di installare ben 600.000 impianti solari, per i nove decimi residenziali e piccolo commerciali (sotto i 20 kW di potenza).

La situazione post-Conto energia

Se durante gli anni del Conto energia gli occhi di tutto il mondo erano giustamente puntati sull’Italia, la fine repentina dell’incentivo a metà del 2013 ha rappresentato un’importante riconfigurazione dell’’intero sistema. Nel settore sono oggi “sopravvissute” soltanto le aziende più solide e qualificate e, malgrado il termine del Conto energia, il fotovoltaico italiano si mantiene al di sopra della soglia di sopravvivenza: 369 MW installati nel 2016 (+22% rispetto al 2015) per circa 45.000 impianti. Questo grazie ai meccanismi di supporto che rimangono in vigore e che rendono il fotovoltaico oggi più che mai un investimento profittevole per aziende e privati.

La detrazione fiscale Irpef

Le famiglie che vogliono installare sul tetto di casa un impianto fotovoltaico possono infatti accedere alla detrazione fiscale Irpef del 50% per le ristrutturazioni edilizie generiche. La detrazione può essere richiesta per impianti fotovoltaici residenziali di potenza inferiore ai 20 kW e per i sistemi di accumulo, con un limite massimo di 96.000 euro, e viene spalmata su 10 anni. Si applica anche all’IVA, che nel caso degli edifici residenziali è al 10% e non al 22%. La detrazione è stata rinnovata con la Legge di Stabilità 2017 e varrà almeno fino al 31 dicembre 2017, ma dovrebbe essere confermata anche per il prossimo anno. Può essere richiesta unicamente da persone fisiche (o condomini o soci di cooperative) che siano contributori Irpef (se un anno l’ammontare Irpef da pagare è inferiore alla detrazione spettante, la differenza viene persa). Nel caso di impianti condominiali che soddisfano il fabbisogno elettrico delle parti comuni, costi e benefici devono essere ripartiti in base ai millesimi di proprietà.

Gli iter autorizzativi

Per gli impianti sotto i 20 kW di potenza sono due gli iter autorizzativi previsti:

  • Comunicazione di inizio lavori al Comune: è l’iter semplificato per impianti aderenti o integrati nei tetti che non ricadono nel campo di applicazione del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e per gli impianti compatibili con il regime di Scambio sul Posto non situati nei centri storici realizzati su superfici esistenti o loro pertinenze. La comunicazione deve essere accompagnata da una dettagliata relazione a firma del progettista e non è necessario attendere 30 giorni prima di iniziare i lavori.

  • Procedura Abilitativa Semplificata (PAS): per gli altri casi, è necessario presentare la PAS al Comune almeno 30 giorni prima dell'inizio lavori, accompagnata da una dettagliata relazione (a firma del progettista) e dagli opportuni elaborati progettuali, attestanti anche la compatibilità del progetto con gli strumenti urbanistici e i regolamenti edilizi vigenti. Per l’inizio dei lavori, vale il meccanismo del silenzio assenso dopo 30 giorni dalla presentazione.

Il super-ammortamento per imprese e lavoratori autonomi

Esiste un meccanismo di supporto a cui imprese e lavoratori autonomi possono accedere per installare un impianto fotovoltaico? La risposta e sì e si chiama “super-ammortamento”, il meccanismo introdotto con la Legge di Stabilità 2016 per favorire gli investimenti produttivi e che prevede l’aumento dal 100% al 140% del valore fiscalmente ammortizzabile dei beni strumentali. Imprese e lavoratori autonomi possono cioè dedurre dal reddito d’impresa ai fini delle imposte sui redditi (esclusa l’IRAP) il 140% del costo di acquisto delle componenti degli impianti fotovoltaici che assolvono alle funzioni del processo produttivo, come pannelli solari, inverter e sistemi di ancoraggio. Da notare che il super-ammortamento non vale per i pannelli solari che hanno anche una funzione architettonico-strutturale (ad esempio se rappresentano una struttura di copertura o di chiusura verticale delle costruzioni) e per le parti non strettamente produttive degli impianti a terra: suolo, recinzioni, fondazioni, infrastrutture per la viabilità, locali tecnici. Il superammortamento sarà probabilmente confermato anche per il 2018 con una riduzione al 130%.

Per rispondere quindi alla nostra domanda iniziale: si, il fotovoltaico conviene davvero! Oggi fotovoltaico è una scelta intelligente per aziende e famiglie, grazie alla dimunizione dei prezzi della tecnologia e alle attuali misure di supporto. E tu cosa aspetti? Passa al fotovoltaico in 3 semplici passi. Contattaci per trovare l'installatore autorizzato SunPower della tua zona.

 

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